8 luglio,l’adesione di Umberto Eco:è in pericolo la democrazia

Inserito da alice il 3 Luglio 2008

“Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare: (1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare. (2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia. ”     Umberto Eco

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Betancourt finalmente libera

Inserito da barbara il 3 Luglio 2008

Ingrid Betancourt è stata liberata ieri dopo 6 anni di prigionia. Dopo aver abbracciato la madre, ha ringraziato a più riprese il Presidente e l’esercito colombiano, ha ripetuto più volte che è stata un’”operazione impeccabile”. Quindi l’ex candidata presidenziale ha promesso che adesso si batterà per il ritorno di quelli che continuano a essere sequestrati.La Betancourt proviene da una famiglia alto-borghese, ha studiato a Parigi, sposata in prime nozze ad un diplomatico francese dal quale ha avuto 2 figli, ha messo in pericolo la sua vita per lottare contro il sistema istituzionalizzato della corruzione.
Dopo l’assassinio del candidato liberale alla presidenza per ordine del capo dei cartelli della droga, decide di tornare in Colombia e di iniziare una battaglia politica sola e a mani nude.
Inizialmente la sua comparsa in politica passa sotto silenzio ma nel 1994 viene eletta, non esita a denunciare, fornendo prove inoppugnabili sul coinvolgimento dell’allora presidente Ernesto Samper con i norcotrafficanti. Poco dopo riceve minacce, tentano di assassinarla più volte, mirano a screditare la sua integrità morale, la costringono a separarsi dai figli.
Nel ‘98 si candida di nuovo e risulta la più votata al Senato, si presenta con il partito Verde Oxigeno, senza l’aiuto di alcun apparato ed ottiene 158.184 preferenze, il maggior numero mai raggiunto da un candidato colombiano.. Nel 2002 si candida alle presidenziali e tre mesi prima delle elezioni viene rapita dalle Farc.

Dopo aver letto una sua poesia il poeta cileno Pabolo Neruda disse di lei: “questa bambina andrà lontano”.

 

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Tensione tra Quirinale e Cavaliere

Inserito da barbara il 2 Luglio 2008

ROMA - “Nessuno si può permettere di dettare la linea al capo dello Stato. Questo è davvero l’abc della politica”. La tensione è altissima. I rapporti tra il Quirinale e Palazzo Chigi ricadono nel turbine della polemica. E anche un alleato del Cavaliere, come Gianfranco Fini, si spende a favore del Colle. Proprio per non compromettere definitivamente il dialogo con il presidente della Repubblica. L’”abbraccio” con cui Silvio Berlusconi si è appropriato della lettera spedita da Napolitano a Nicola Mancino, infatti, ha fatto di nuovo calare il gelo tra il Colle e il Pdl. “Il presidente della Repubblica - si legge in una nota - ha indirizzato la lettera di sua autonoma iniziativa e non in accoglimento di alcuna richiesta”.La missiva indirizzata al vicepresidente del Csm, assicurano poi a Palazzo dei Marescialli, era stata concordata da tempo. Tant’è che nessuno dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura se ne è stupito. Un atto già pronto, insomma, quando Schifani e Fini sono saliti allo studio alla Vetrata per parlare con Napolitano. Un incontro durante il quale, proprio per tranquillizzare i suoi interlocutori, il “padrone di casa” ha solo avvertito di quanto avrebbe fatto il giorno successivo.

Il presidente della Camera ha giudicato “profondamente inadatto” il comportamento del premier. E in effetti lo stesso Napolitano ha letto con irritazione le dichiarazioni del presidente del consiglio. Anche perché il contenuto del messaggio trasmesso al Csm non puntava affatto a indebolire le competenze del Consiglio - come ha sostenuto il Pdl - ma a confermarne al contrario il potere di emettere pareri anche non sollecitati dal ministro della Giustizia.
Per di più, adesso il conflitto tra il Colle e Palazzo Chigi si arricchisce di un altro capitolo. Quello sulle intercettazioni. L’ipotesi, annunciata dal Cavaliere, di un decreto per fermarne la pubblicazione viene considerata un altro colpo al dialogo. E persino rischiosa da una parte della maggioranza. L’idea del decreto, del resto, era stata adombrata nella scorsa legislatura anche dall’allora Guardasigilli Clemente Mastella e poi rapidamente archiviata dopo i rilievi forniti dalle più alte cariche istituzionali. Eppure tra i fedelissimi del premier non si esclude che il consiglio dei ministri possa essere convocato oggi o domani proprio per discutere questa eventualità. In qualche modo ventilata due settimane fa in un “refuso” nella nota di convocazione della riunione di governo. Le voci su telefonate che riguarderebbero dialoghi privati, stanno innervosendo il capo del governo. Che a questo punto ha messo nel mirino anche questo versante.
La giustizia, nel suo complesso, rimane il chiodo fisso del premier.C’è un attacco concentrico contro di me - ripete Berlusconi -, una catena che va spezzata. Il processo Mills, queste presunte intercettazioni, gli attacchi del Csm. Tutti questi elementi fanno capire che c’è una manovra in corso. Da bloccare adesso. Adesso”. Per questo è pronto ad affrontare con Napolitano un altro braccio di ferro sulle intercettazioni. E poi ha dato il via libera all’affondo contro Palazzo dei Marescialli.

Sebbene a Palazzo Chigi tutti siano sicuri che il capo dello Stato firmerà il decreto sicurezza - la firma semmai verrà preceduta da una esternazione per criticare l’eterogeneità delle misure inserite nel provvedimento -, il premier è dunque intenzionato a non accettare una “tregua” fino a quando il caso Mills sarà in piedi e l’inchiesta napoletana sulle veline ancora in corso. La sua vera paura, infatti, è che i due emendamenti “sospendi-processi” e anche il cosiddetto Lodo Schifani - quando diventeranno legge - possano essere dichiarati incostituzionali dalla Consulta, altro anello della catena “manovrista”.

In un solo caso, dunque, Berlusconi è pronto a siglare un armistizio: se il presidente del tribunale di Milano, Nicoletta Gandus, verrà ricusata la prossima settimana. O se nella prima udienza del processo Mills, i magistrati di Milano faranno capire che l’accelerazione impressa nelle ultime settimane verrà in qualche modo sterilizzata. Se uno di questi due passaggi, dovessero consumarsi prima che il decreto sicurezza approdi in aula alla Camera, il Cavaliere potrebbe accettare di ritirare almeno uno dei due emendamenti “salva-premier”. E concentrarsi sullo “scudo” istituzionale con un disegno di legge costituzionale. “Ma prima voglio passi concreti”.

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PD IN RIMONTA

Inserito da Claudio il 1 Luglio 2008

Ballottaggi in Sicilia, PD in rimonta

Fioroni: “Dati positivi, è un punto di partenza”
Il PD in leggera rimonta. E’ questo l’esito dei ballottaggi siciliani che hanno segnato una ripresa del Partito Democratico rispetto al primo turno di due settimane fa. Se è vero che fino a pochi giorni fa lo scontro tra centrodestra e centrosinistra mostrava un profondo distacco, si può dire che i ballottaggi lasciano trasparire un messaggio diverso. Difficile, alla luce dei fatti, non osservare che le mosse del governo Berlusconi in queste settimane siano state colte con una certa disapprovazione da parte dell’opinione pubblica.
Il PD conquista 9 sindaci contro gli 8 del Pdl. Significative, in questo senso, sono le vittorie conquistate dal centrosinistra a Modica e Augusta. Nel centro in provincia di Ragusa, paese natale di Anna Finocchiaro, il nuovo sindaco è Antonello Buscema, attestatosi al 65,76% delle preferenze contro il 34,24% del su avversario Giovanni Scucces. Ad Augusta, invece, grosso centro della provincia di Siracusa, la vittoria è andata al Massimo Carrubba del PD, che ha superato di misura il candidato sostenuto da Udc e Pdl Demonico Stella.Bassa, in generale, l’affluenza alle urne nei 26 comuni siciliani interessati dai ballottaggi per l’elezione del sindaco. Alla chiusura dei seggi aveva votato il 53,95% degli aventi diritto, il 16,50% in meno rispetto al primo turno. Il calo maggiore nella provincia di Catania (-19,27%). A Palermo la diminuzione dei votanti è stata del 18,60%; a Siracusa del 17,23%; a Ragusa del 16,80%; a Trapani del 13,73%; ad Agrigento del 13,04%; a Enna del 10,99% e a Caltanissetta dell’8,18%.

Positivo il commento espresso dal responsabile dell’area Organizzazione del PD Giuseppe Fioroni sul voto siciliano: “I dati del ballottaggio - afferma - sono positivi per il Partito Democratico e dimostrano che il partito può rilanciare la propria attività e la propria presenza in Sicilia. Questo è un punto di partenza per rilanciare la nostra iniziativa in Sicilia”.

Della stessa opinione Sergio D’Antoni: “In Sicilia oggi c’è finalmente un segnale importante per il Partito Democratico. Da centri significativi come Modica e Piazza Armerina arrivano segni di ripresa per il centrosinistra. I ballottaggi dimostrano che quando i due schieramenti vanno allo scontro uno contro uno riusciamo a fare battaglia pari; quando ci sono le liste, e intervengono i signori delle clientele, le cose cambiano”.

“Questi ballottaggi ci consegnano un risultato buono, che certo non può ribaltare quello del primo turno, ma che è un segnale di incoraggiamento per il Partito Democratico”.
Lo afferma Tonino Russo vicesegretario del Pd siciliano: “I comuni più grandi che andavano al voto saranno guidati, in maniera omogenea, da esponenti del Pd o con esso alleati. Particolarmente soddisfacenti i risultati in provincia di Catania, che era stato il punto di maggiore sofferenza; buono anche il risultato in provincia di Enna”.

“I dati dimostrano - prosegue Russo - che non è stato bocciato il progetto politico del Pd ma, con questa seconda tornata elettorale, sono state premiate le figure messe in campo e la capacità dei candidati di costruire
alleanze sui programmi. Il risultato così è molto più equilibrato anche in una regione tradizionalmente non collocata su posizioni di centrosinistra”.

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