Spunti di riflessione sulle Elezioni Politiche

Inserito da Bruno il 12 Maggio 2008

L’analisi del voto delle Elezioni Politiche del 13 e 14 aprile richiederà un congruo tempo per essere svolta con la dovuta appropriatezza. Ciò che è certo è che il processo di semplificazione del quadro politico nazionale innescato dalla costituzione del Partito Democratico, ha profondamente ridisegnato la geografia politica del Parlamento italiano.
La vittoria della coalizione di destra è netta, ma porta con se notevoli elementi contradditori, a partire dal fatto che il risultato nazionale è decisamente condizionato dal risultato di una forza politica, la Lega Nord, presente solo in poche regioni e portatrice di istanze inconciliabili con l’interesse comune nazionale. Ai vincitori il compito, senza attenuanti, di dimostrare di saper governare non per gli interessi di qualcuno ma per il bene comune, come il Governo Prodi con serietà e competenza stava facendo, e di saper risolvere il problemi del Paese davvero, con i fatti concreti e non con proclami illusori.
Al Partito Democratico il compito in Parlamento, da condividere con le pochissime altre forze di minoranza rappresentate, di costruire un’opposizione capace di contro proposte valide, e capace di smascherare le ipocrisie della destra populista. Alle forze di sinistra rimaste fuori dal Parlamento il compito, duplice, di sottoporre a critica l’azione di Governo ma forse, prima ancora, di ritrovare le ragioni e lo spirito della buona sinistra che fu, popolare e operaia.
L’esito elettorale complessivo ha dato al Partito Democratico, così ben rappresentato dal suo leader, forse tutto quello che si poteva raccogliere ad oggi, e ci restituisce l’immagine di una società troppo incline al dialogo con chi si presenta diverso, chiusa e ferma rispetto a un mondo in movimento.
Una società tutto all’opposto di quella che promuove il progetto democratico. La costruzione del Partito Democratico si deve dunque arricchire di nuovi obiettivi, forse inattesi, certamente meno propri dell’azione politica, ma quanto mai urgenti, se il Partito vuole allargare l’area di consenso alla propria proposta, alla propria idea di Paese. E’ necessario, nello spirito di un nuovo Rinascimento culturale, o nello spirito di una nuova Resistenza alla discriminazione, ricostruire il senso del bene comune, ricostruire il valore dell’impegno al servizio pubblico disinteressato. Anche a questo sono chiamati nelle nostre città e nei nostri paesi, coloro che nei Circoli del Partito Democratico stanno lavorando alla costruzione del Partito, e hanno lavorato, tanto e bene, in questa campagna elettorale, anche a Milano e provincia. E questo diventa ulteriore stimolo ad allargare i paletti della tenda democratica, per farci entrare tutti coloro che pur guardando con interesse al progetto ne sono rimasti fuori, e per ri-motivare, se necessario, quelli che si fossero lasciati troppo negativamente impressionare dalla vittoria berlusconiana. Il compito è alto, ma il…”Si può fare” vale ancora!
Carlo Borghetti
Componente Esecutivo Provinciale PD Milano

Categoria: Dibattito

 

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